gonfalone di Ronco Canavese
Comune di
Ronco Canavese
Minoranza linguistica Francoprovenzale
Parco Nazionale Gran Paradiso

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La chiesa parrocchiale

La chiesa di Ronco si stacca dalla parrocchia di Campiglia (la più antica della Val Soana) nel 1280. II Bertolotti nel suo libro "Passeggiate nel Canavese" cita un don Pietro Bruno quale titolare della parrocchia di Ronco nel 1281, ma le prime notizie documentate risalgono alla visita pastorale del 1329.

In quest'occasione la chiesa viene definita come: "Ecclesia Sancti lusti da Valsoana" (chiesa di San Giusto) e si precisa che essa è sotto il patronato dei Conti di Valperga.

L'edificio attuale è il risultato di numerose ristrutturazioni svoltesi tra il 1809 ed il 1887. La costruzione è in pietra con il tetto a lose: l'atrio antistante l'ingresso poggia su due imponenti colonne in pietra. La facciata è a tre porte, di cui una principale, ognuna con interessanti sculture. Sui muri laterali si aprono 11 finestre semiovali.

L'interno è costituito da un'unica navata ed il pavimento è in lastre di pietra. Di notevole pregio è l'altare maggiore, in legno dorato, ai lati del quale vi sono due statue lignee: a destra, quella di San Giovanni Battista e, a sinistra, quella del patrono San Giusto. Su ciascuno degli altari laterali, due per lato, si trova una pregiata pala: la più importante rappresenta "La Sacra Famiglia in fuga verso l'Egitto". Particolare rilevante: una pala reca la firma dell'autore: "Andreas Bugellensis 1639". Sull'arco dell'abside, si staglia un trittico statuario rappresentante la crocifissione.

Per visitare la chiesa, rivolgersi a Recrosio Giovanni (tesoriere): tel. +39-(0124)-817274

La fucina da rame

In borgata Castellaro, sulla sponda sinistra del torrente Soana, poco prima dell'entrata al capoluogo, sorge un'antica fucina da rame risalente al 1675, come attesta una scritta su pietra all'interno del fabbricato principale "IHS Glaudo Calvi 1675".

Il complesso è costituito da una fucina grande, adibita alla lavorazione del rame e da una fucina piccola per la lavorazione del ferro e del carbonile, per la produzione del carbone di legna.

Un canale, derivato dal Soana a monte dell'opificio, inviava l'acqua sulle ruote in ferro che davano il moto ai magli e su due trombe idrauliche in legno per la ventilazione delle forge. Si producevano principalmente manufatti utilizzati dagli abili calderai della Val Soana, ma non è escluso che in alcuni periodi (per esempio quello napoleonico) la fucina sia stata adibita a produzioni belliche.

L'opificio rimane in attività fino al 1952 e la sua funzione produttiva è testimoniata dalle dimensioni inusuali come ,ad esempio la notevole altezza dei locali interni. Essa è la testimonianza storica di un modo di lavorare sfruttando le risorse del luogo: acqua, minerali e legname.

Gli edifici della fucina sono stati ceduti al comune di Ronco dall'ultimo proprietario, il signor Domenico Magnino, che lasciata la borgata Castellaro, trasferì la sua attività a Cuorgnè. In seguito ad un accordo con il comune, il Parco Nazionale Gran Paradiso prese in gestione tutto il complesso e ne curò la ristrutturazione e l'allestimento interno realizzando, tra l'altro, un moderno laboratorio didattico con dotazione di audiovisivi ed una mostra di manufatti in rame realizzati dai calderai "ruga" della Valle.

La fucina di Castellaro è ora un ecomuseo. Si può raggiungerla percorrendo il tratto disentiero naturache parte dai due ponti per la frazione Tiglietto e scende poi proprio alla fucina o altrimenti, direttamente dalla Strada Provinciale a circa 1 km dal capoluogo in loc. Pont del Crest.

Della fucina da rame di Ronco parla ampiamente Marco Cima nel suo libro "La Valle del paradiso perduto" nel quale ricostruisce l'ambiente sociale della zona tra il XVII e il XVIII secolo.

Info: Parco Nazionale Gran Paradiso
info@pngp.it - +39-(011)-8606233 (Segreteria turistica)
info.pie@pngp.it - +39-(0124)-901070 (Segreteria turistica di versante)

Il centro visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso

"Tradizioni e biodiversità in una valle fantastica"

Il nuovo centro visitatori del P.N.G.P. sorge in Via Alpetta, sulla strada che conduce al municipio. È dedicato alla biodiversità, cioè alla varietà della vita. La Valle Soana è, tra tutte le cinque valli del Parco, quella più ricca di biodiversità, un patrimonio che pochi conoscono e che va difeso.

Infatti sono proprio i minuscoli animaletti, quasi invisibili, le erbe selvatiche, i rari fiori di montagna che permettono la vita a pesci, anfibi, uccelli, mammiferi e, in ultimo, all'uomo. Ogni specie vivente ha un ruolo insostituibile proprio perchè viviamo tutti sullo stesso pianeta e, dall'esistenza di uno, dipende la vita dell'altro.

Si possono avere tutte le informazioni relative al territorio, ai sentieri, alle manifestazioni e si possono trovare gadget e pubblicazioni per portarsi a casa un ricordo del Parco.

All'interno del centro visitatori vi è uno spazio riservato all'artigianato locale:" ahcapin", le caratteristiche calzature fatte interamente a mano, ricami, lavori all'uncinetto, bambole vestite con il costume della valle, oggetti in legno ecc.

Contatti: Centro Visitatori e Ufficio Turistico di Ronco Canavese
cvronco@pngp.it - +39-(0124)-817377
Info: Parco Nazionale Gran Paradiso
info@pngp.it - +39-(011)-8606233 (Segreteria turistica)
info.pie@pngp.it - +39-(0124)-901070 (Segreteria turistica di versante)

La casaforte di Servino

Un' interessante costruzione domina la valle di Servino: la casaforte denominata "Gran Betun".

È posta su un declivio prativo, alla quota di circa 1460 m. È circondata da alcuni edifici per le attività agropastorali: quasi tutti sono in condizioni fatiscenti, anche se alcuni un "rascard" e una casa in pietra - non sono totalmente in disuso.

L'edificio merita una visita per la qualità delle tecniche costruttive impiegatevi e non risulta manomesso da interventi successivi all'impianto.

È simbolo di prestigio famigliare, oltre che di difesa contadina e ci riporta indietro nel tempo, fino alla metà del cinquecento, dandoci la misura di quanto sia antica la frequentazione di questo vallone.

Vi si accede deviando dalla strada che percorre la valle Soana per la frazione Cernisio, a poco più di un chilometro a monte del capoluogo e, proseguendo poi, per il primo tratto su stradina asfaltata ed, in seguito, su un comodo sentiero.

Tempo di percorrenza: un'ora dall'inizio del sentiero;
dislivello: 400m circa da Cernisio;
periodo consigliato: maggio - ottobre.

Chiese, Santuari e Piloni votivi

Nel comune di Ronco vi sono due santuari: il Santuario del Crest ed il Santuario di San Rocco.

Il primo sorge sulla strada provinciale, all'entrata del capoluogo. È dedicato alla Madonna dell'emigrante e risale al 1616. AI suo interno si trovano 68 formelle in bronzo con i nomi dei vetrai della Valle caduti sul lavoro. La festa si tiene ogni anno nella prima domenica di agosto.

Il secondo sorge in un luogo isolato di incantevole bellezza, di fronte alla frazione Lilla e risale anch'esso al 1616. La festa si celebra ogni anno il16 agosto.

Altre chiese che meritano una visita sono: Sant'Anna in frazione Scandosio - festa il 26 luglio; Madonna degli angeli in frazione Convento - festa il 2 agosto; Madonna della neve in frazione Boschietto - festa il 5 agosto.

Innumerevoli piloni votivi punteggiano tutta la Valle Soana e, spesso venivano costruiti in seguito a voti fatti e a grazie ottenute. Tra questi sono da segnalare le "cappelle-rifugio": hanno dimensioni più grandi con un porticato che si protende a riparo del sentiero. Due di queste cappelle si incontrano sul sentiero per Servi no e, quattro, lungo la mulattiera che conduce a Nivolastro.

All'uscita dal capoluogo, sulla provinciale per Valprato, si può ancora ammirare l'ultimo "capitel dii mort" ancora esistente: aveva la funzione di accogliere le bare dei defunti che giungevano dalle frazioni, in attesa che il parroco venisse a dar loro la benedizione e li accompagnasse in chiesa.

Infine, sul sentiero che conduce da Tressi a Boschietto, in località "la Barma" si incontra un particolare pilone votivo costruito, in alto, sulla roccia.

Scopri di più: http://oldsite.vallesoana.it/cappelle.html

Pezzetto, la "Borgata dei Presepi"

Pezzetto è una delle borgate più popolate del comune. Si trova nel vallone di Forzo, a circa 4 km dalla deviazione sulla provinciale 47 in località Pont del Crest.

A Pezzetto gli abitanti insieme ai villeggianti trasformano ogni anno i vicoli della borgata in un'esposizione a cielo aperto di presepi, realizzati interamente con materiali reperibili in natura e propri della tradizione montanara.

La "Borgata dei Presepi" è visitabile ogni anno in un "viaggio" alla scoperta dell'arte e di un mondo che appare essersi fermato, durante il periodo delle vacanze natalizie (anche di sera).

Info: "Una Valle Fantastica" - Coordinamento turistico della Valle Soana (TO)
unavallefantastica@gmail.com - +39-(0124)-817191

Mostra Internazionale di Fotografia

Concorso "Fotografare il Parco"

Il concorso internazionale di fotografia naturalistica "Fotografare il Parco" - organizzato dai parchi nazionali italiani dello Stelvio, Gran Paradiso, d'Abruzzo, Lazio e Molise, dal Parc National de la Vanoise (FR), e con partners Swaroski optic, Alparc, Federparchi, PhotoGem e la Rivista della Natura - ha visto svolgersi a Ronco nel luglio 2016 la giornata di premiazione dell'11esima edizione. 

A seguito dell'evento, la mostra delle fotografie vincitrici è stata esposta "a cielo aperto" nel centro storico del capoluogo, divenendo poi, passata l'estate, una mostra a carattere permanente, arricchita di anno in anno dalle nuove fotografie provenienti dalle altre località ospitanti l'evento. 

Si può accedere all'esposizione dal municipio, da piazza Vittorio Emanuele o da via Vittorio Emanuele.

La ciapelà del Creht - la Chiesa del Creht

Testi bilingue redatti in Francoprovenzale e Italiano (L. 482/1999)

[FP]

Se do Pont te vin en Val Soana, propi douant da rouar o Ronc, a dreiti dla vi grosa e apìa al segrà, te troe en be Santouari: i et la ciapelà dla Madona dla nei e dli emigrant.

Tuiti li valsoanin i la portont en tel cher pehché dedint i li sont sesantuet plache en brons chi ant enfumà li nom dli cali chi sont mort en tel varcan: li vedriat chi sont sghii da li couert o le fenè chi sont saoutaie giù en mountagni en ten chi alavont farse en fiorer de fen o en fai de bohc.

La fehta con la mesà, la procesion e l’incant i vint faiti tuiti li anf a la prima dimengi d’oht e o i et sempe pien de gent.

Lo poht dareoui che orà o i et la ciapelà o se demandavet “lo Criht” e, o pet donase, co li fuset en capitel con la creus. Come co se poseit lire en tel milezim, li primi ghiezi, con li sot dla pora gent, i sont hta fait en tl’anf 1484.

A la fin del 1600, lo vehcò Lambert o paset verla e o la demandet “San Sebastiano in Cristo della comunità”. La ciapelà i vint refaiti en tel 1778 e, enfumà l’autar, en tl’anf 1779.

Derer l’autar o i et nà pitoda Madona chi tint lo Mainà. I li sont d’aouti dui autar pi pitodi: enfumà a un o iet na pituri de San Sebastiano e, enfumà a l’aouto, na pituri con la Madona chi vat troar sia cuzinà Elisabetta.

Fera da la ciapelà, a dreiti, o i et en monument con en vedriat e en ruga chi pregont la Madona e, a senehta, o se veit na creus con na fenà vihtìa da nosaouti chi pieuiret, pe en om o pe en fi, mort en tel varcan. Li dui monument i sont hta fait da Jacques Peradotto.

Da carchi anf i ant butà en roc pe ricourdar Mons. Don Lorenzo Babando co l’et hta prevoht de Ronc, L’Engri e Cordoneri pe fincanteses anf.

En tl’anf 2004, Costanza Maria Tibaldeschi i at piturà tot la part doant dla ciapelà.

[IT]

Se da Pont vieni in Valle Soana, prima di arrivare a Ronco, lungo la strada provinciale a destra e vicino al sagrato trovi un bel santuario: è la chiesa della Madonna della Neve e dell’emigrante.

Tutti i valsoanini la portano nel cuore perché al suo interno si trovano sessantotto placche di bronzo con il nome delle persone morte sul lavoro: i vetrai che sono scivolati dai tetti o le donne che sono cadute in montagna mentre facevano un fastello di fieno o un fascio di legna.

La festa con la messa, la processione e l’incanto avviene tutti gli anni alla prima domenica di agosto e c’è sempre tanta gente.

Il posto dove ora c’è la chiesa si chiamava “lo Criht” e, può darsi, che ci fosse un pilone votivo con la croce. Alla fine del 1600 il vescovo Lambert passò a visitarla e la dedicò a San Sebastiano in Cristo della comunità. Venne rifatta nel 1778 e, sopra l’altare, nel 1779.

Dietro l’altare c’è una piccola Madonna che tiene il Bambino. Ci sono altri due altari più piccoli: sopra a uno c’è una pittura di San Sebastiano e sopra all’altro una pittura con la Madonna che va a trovare sua cugina Elisabetta.

All’esterno della chiesa, a destra, c’è un monumento con un vetraio e uno stagnino che pregano la Madonna e a sinistra si vede un crocifisso con una donna vestita negli abiti tradizionali che piange per un uomo o un giovane morti sul lavoro. Questi due monumenti furono realizzati da Jeacques Peradotto.

Da qualche anno si è realizzata un’installazione in pietra per ricordare Mons. Don Lorenzo Babando, che è stato prevosto di Ronco, Ingria e Valprato per cinquantasei anni.

Nell’anno 2004, Costanza Maria Tibaldeschi ha pitturato la facciata della chiesa.